Le origini del Complesso del S. Spirito in Sassia risalgono al 727 d.C. quando il re dei Sassoni INA istituì la “Schola Saxonum” (da cui deriva la parola “Sassia”), quale centro di accoglienza per i propri connazionali che giungevano in pellegrinaggio a Roma presso la tomba dell’ Apostolo Pietro. Ridotto in rovina da incendi e saccheggi, il Complesso venne ricostruito da Marchionne D’Arezzo nel 1198 sotto il pontificato di Papa Innocenzo III che affidò all’Ordine degli Ospedalieri di S. Spirito, fondato da Guido di Montpellier, l’istituzione di un nosocomio destinato all’assistenza degli infermi, dei poveri e dei “proietti” (i bambini illegittimi e abbandonati dalle loro madri). Il successivo rifacimento ed ampliamento venne realizzato presumibilmente dall’architetto Baccio Pontelli tra il 1471 e il 1478 per iniziativa di Papa Sisto IV definito “Gran Fabbricatore” per le innumerevoli opere commissionate; egli fece decorare la Corsia Sistina con un ciclo di affreschi che illustra la storia dell’antico ospedale innocenziano, la rifondazione sistina ed episodi della vita del famoso papa francescano. Il maestoso tiburio ottagonale che divide in due grandiosi ambienti la Corsia Sistina (lunga 120 metri), ospita un altare attribuito al Palladio con un dipinto di Carlo Maratta (sec. XVII).

Informazioni & visite:
NoSilence Event Agency
Via Coriolano 20-22 (si riceve su appuntamento)
06.45.43.34.87 – 06.45.43.35.54 

Descrizione
Un ulteriore progetto di ampliamento edilizio si ebbe durante il pontificato di Pio V (1566-1572) con la costruzione del Palazzo del Commendatore voluto da Bernardino Cirillo il più celebre tra i commendatori del Santo Spirito, ad opera dell’architetto Giovanni Lippi detto Nanni di Baccio Bigio. Nella seconda metà dell’Ottocento le due sale facenti parte della Corsia Sistina furono denominate Sala Lancisi e Sala Baglivi dal nome dei due illustri medici che operarono nell’ospedale. Nell’ingresso si può ammirare lo splendido portale in marmo detto “Del Paradiso” attribuito alla scuola di Andrea Bregno (1416-1501).

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